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Interviste

Intervista a Francesco Boschiero, Direttore Commerciale di Gaia Informatica

Qual è la spinta principale che sta guidando i vostri potenziali clienti verso l’automazione e l’AI, in questo momento? Si tratta di abbattere i costi o di una reale necessità di scalare?

Nelle PMI che seguiamo la spinta vera è un’altra: rendere l’azienda meno dipendente dalle singole persone. Oggi in molti magazzini il dove, il quanto e il quando vivono nella memoria di pochi esperti. Costi e crescita migliorano di conseguenza, quando quelle informazioni entrano in un sistema.
L’intelligenza artificiale rende al massimo su dati puliti e processi chiari: su un magazzino in ordine moltiplica l’ordine. Per questo in Arsenale, il WMS che sviluppiamo in casa, la stiamo portando dove il sistema registra già ogni movimento: ubicazioni suggerite dallo storico, priorità degli ordini, percorsi di prelievo, anomalie inventariali segnalate prima che diventino un costo. Prima l’ordine, poi l’intelligenza: è la sequenza che proponiamo a ogni cliente.

Come sta cambiando la figura dell’operatore di magazzino/fabbrica nell’era dello smart manufacturing e quanto pesa oggi la formazione nell’adozione delle vostre tecnologie?

L’operatore passa da archivio vivente a presidio della qualità. Un nostro cliente l’ha detto meglio di noi: il valore dei suoi magazzinieri è accorgersi che qualcosa non torna e alzare il telefono. Ricordare dove sta la merce è compito del sistema: il terminale guida anche chi è arrivato da una settimana, e con il personale che oggi si fatica a trovare questo pesa molto.
La formazione conta quanto il software. La facciamo a gradi, coinvolgendo i magazzinieri fin dall’analisi: chi partecipa alle scelte diventa il primo alleato del progetto.

Qual è oggi il principale ostacolo culturale o organizzativo che riscontrate nelle aziende quando proponete un salto di qualità nella gestione dei dati di magazzino e produzione?

Una frase: «abbiamo sempre fatto così». In tante aziende il magazzino funziona grazie all’esperienza di due o tre persone e a un foglio Excel che sa usare una persona sola. Funziona bene, fino al giorno in cui quella persona va in ferie o cambia lavoro.
Per questo partiamo dall’analisi dei flussi, prima del software. Guardiamo come si muove davvero la merce e chiediamo, punto per punto, se un’abitudine si può migliorare. A volte la scelta giusta è tenerla, e va bene così: l’importante è decidere prima, perché il sistema fotograferà quella scelta per anni. Il software risolve i problemi quando lo costruiamo insieme al cliente: è il nostro metodo dal 2005.

Perché un visitatore del #GLMSummit26 dovrebbe assolutamente sedersi al vostro tavolo? Cosa siete in grado di proporre in questa delicata fase di transizione?

Perché al nostro tavolo si parla del vostro magazzino prima che del nostro software. Portateci un problema concreto: un inventario che non torna, un prelievo con troppi passaggi, un gestionale che dialoga poco con il magazzino. Vi mostriamo come lo gestisce Arsenale, il WMS sviluppato da noi e validato da Fraunhofer IML, che lavora da solo o collegato a qualsiasi ERP.
E vi raccontiamo come lavoriamo: costi definiti con un tetto massimo di sforamento, assistenza Emergency con intervento garantito entro 24 ore. Strumenti solidi e un partner presente, anche quando il progetto si fa complesso.

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