Intervista a Danilo Pasqualini, Ceo di Antos
Buongiorno, grazie per questa intervista e per la partecipazione al #GLMSummit26. Cosa vi aspettate da questo evento e con che spirito vi apprestate a parteciparvi?
Siamo entusiasti di tornare al #GLMSummit26. Quest’anno partecipiamo con un case study molto stimolante, nel quale un nostro cliente testimonia come l’adozione di Bravo Manufacturing abbia cambiato l’organizzazione e i risultati aziendali. La similitudine utilizzata dal cliente è che Bravo «è un sensore» in grado di abilitare controlli e decisioni rapide per ottimizzare processi, costi e marginalità aziendale.
Lo spirito con cui partecipiamo al #GLMSummit26 è quello di condividere con i partecipanti esperienze, evoluzioni e i risultati della ricerca condotta per realizzare il miglior MES possibile per il settore della produzione discreta.
Auspichiamo che anche i visitatori siano «carichi», «affamati» di conoscenze e pronti a valutare come le soluzioni presenti al GLM26 possano supportarli nei loro progetti professionali e aziendali.
Il mercato delle soluzioni automatizzate è sempre più affollato. Qual è l’elemento chiave della vostra offerta che vi posiziona come partner strategico rispetto ai concorrenti?
L’ergonomia del prodotto è un vantaggio esclusivo per i nostri clienti. Un’interfaccia intuitiva in fabbrica, l’utilizzo web e cloud della piattaforma, l’integrazione con social aziendali ed e-mail e i plug-in per l’AI sono alcuni dei pilastri della nostra proposta.
Con la crescente adozione dell’AI in azienda, il MES rappresenta sempre più una parte dell’ecosistema informativo che l’AI connette in una rete di insight, capace di mappare processi, colli di bottiglia e possibili ottimizzazioni.
Più dati di qualità vengono raccolti, più siamo in grado di rispondere alla costante richiesta di efficienza e qualità dei clienti.
Forse è la prima volta, nell’evoluzione delle rivoluzioni industriali, in cui l’efficienza del processo produttivo è innanzitutto data-driven.
Gli investimenti in macchine e processi basati su dati oggettivi e affidabili diventano un requisito essenziale per chi si sta abituando a elaborare strategie con il supporto dell’AI.
In questo panorama, che non ha nulla da invidiare alla più luminosa «aurora boreale digitale», Bravo Manufacturing rimane la «stella polare» nella governance delle operazioni.
Il mercato richiede sempre più piattaforme integrate o soluzioni fortemente specializzate verticali? Qual è la vostra risposta e la vostra filosofia di prodotto?
Il mercato richiede soluzioni rapide ed efficienti. Questi elementi a volte fanno parte di una soluzione integrata; in altri casi, si trovano in soluzioni verticali o dipartimentali. Molti nostri clienti stanno sviluppando internamente applicazioni tramite l’AI, che entrano a far parte di un ecosistema aziendale connesso alle applicazioni esistenti. Questa evoluzione, abilitata da un’AI generativa sempre più efficiente, non lascia spazio a prese di posizione nette: ogni caso merita di essere studiato senza pregiudizi. La soluzione migliore non solo è specifica, ma in certi casi è anche temporanea, perché deve adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato.
Qual è oggi il principale ostacolo culturale o organizzativo che riscontrate nelle aziende quando proponete un salto di qualità nella gestione dei dati di magazzino e produzione?
Credo che il vero limite risieda nell’organizzazione. Spesso incontriamo aziende di medie dimensioni ancora gestite in modo centralizzato da poche persone, che prendono le decisioni lasciando ai livelli intermedi solo lo spazio operativo.
Questa cultura del command and control è scarsamente scalabile e ingessa l’organizzazione nello spazio del «sicuro e conosciuto».
Con questo non voglio dire che l’azienda debba affrontare ogni giorno una nuova sfida; intendo, invece, che l’apertura alla sperimentazione in ottica Kaizen non si è ancora radicata nel nostro tessuto imprenditoriale.
Paghiamo questo «stile» con una reattività inadeguata rispetto ai continui stimoli del mercato e alla pressione delle aziende dell’Est del mondo, che operano diversamente da noi e rispondono rapidamente alle esigenze del mercato.
Fortunatamente, il mercato interno di questi Paesi è ancora molto ricettivo. Cosa accadrà quando queste aziende si riverseranno con forza sul nostro mercato?
Perché un visitatore del #GLMSummit26 dovrebbe assolutamente sedersi al vostro tavolo? Cosa siete in grado di proporre in questa delicata fase di transizione?
Un visitatore del GLM26 può decidere se sedersi o meno al nostro tavolo, ma sarebbe un peccato perdere l’opportunità di confrontarsi con esperti MES, capaci di offrire indicazioni e consigli su case study che possono ispirare miglioramenti anche nella sua azienda.