Negozi senza alimentari in UK. Catene di fast-food senza carne. Navi da carico colossali arenate nel canale di Suez. Fabbriche ferme in Vietnam. Porti chiusi in Cina. Aziende automotive bloccate per settimane in USA. Sembra quasi che non passi giorno senza un altro caso di Supply Chain disruption. La pandemia e le perturbazioni che ne sono derivate hanno smantellato le logiche ed i sistemi di inventario just-in-time e lean a tal punto da non essere in grado di far fronte a massicce e simultanee interruzioni della domanda e dell’offerta.
Molte aziende, a fronte di quanto hanno subito, si stanno preparando ad importanti ristrutturazioni organizzative ridefinendo gli equilibri funzionali interni, riorganizzazioni in cui la Supply Chain non può che ricoprire un ruolo di primissimo piano.
Ciò che è necessario, infatti, è anche la consapevolezza nei C-level aziendali che la Supply Chain non sia solo una spesa, ma un veicolo di valore. Ma va progettata, realizzata e sviluppata bene.
Tutte le più prestigiose Business School al mondo stanno moltiplicando i programmi formativi per professionals e C-roles direzionali senza spesso riuscire a far pronte a tutte le richieste.
Alcune tra le più importanti associazioni di Supply Chain Management mondiali hanno proposto a più riprese addirittura la necessità di avere una certificazione obbligatoria delle supply chain aziendali, come garanzia per clienti, fornitori ed altri stakeholder.
Qualcuno ha anche detto che, se il XX secolo è stato il secolo del Finance, il XXI secolo sarà indiscutibilmente quello della Supply Chain.
17 Novembre 2021 - 09:00 - 09:30
Il XXI secolo sarà il secolo della supply chain? | Opera in 2 atti | Atto I (Overture e Romanza) : Contesto e Scenario : le Supply Chain interrotte
Global Supply Chain Director, Zoppas Industries
Gianluca Sperone
Amministratore Delegato e fondatore Novalia, Direttore scientifico area Supply Chain e Operations CUOA Business School, Docente Università La Sapienza Roma
Fabio Candussio