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Incrementare la capienza di magazzino attraverso soluzioni ad alta densità di stoccaggio

La crescita dei livelli di giacenza unita alla carenza di spazio o superfici di espansione costose porta le Aziende a prendere in considerazione soluzioni che permettano di incrementare la capienza puntando sulla densità di stoccaggio. Le tecnologie a disposizione sono molteplici ma occorre studiare attentamente i profili di stock e le caratteristiche della propria merce per non incorrere in colli di bottiglia ed inefficienze.

Lo spazio rappresenta certamente una risorsa scarsa per tutte le Aziende, le quali si trovano sempre più a fare i conti da un lato con la necessità di incrementare la capacità di stoccaggio per supportare la crescita del business, dall’altro lato a mantenere livelli di efficienza decorosi per le attività di magazzino.

Ecco, allora, che si inizia a fare i conti con il “coefficiente di utilizzo superficiale”, ovvero l’indicatore che rappresenta la resa degli spazi occupati attraverso il rapporto “Unità di Carico immagazzinate / metri quadri occupati”.

In genere, tanto più si riescono a sfruttare gli spazi e le altezze disponibili, tanto più questo indicatore sarà elevato, tuttavia, più si intensifica lo stoccaggio riducendo le aree di lavoro ausiliarie e più in genere si perde selettività, ovvero accessibilità alla merce.

Il trade-off, dunque, tra densità di stoccaggio e selettività risulta determinante per individuare la migliore soluzione in grado di offrire la più elevata capienza.

Oggi, esistono diverse alternative sia di stampo maggiormente tradizionale sia ad alto contenuto di automazione che consentono certamente di incrementare la resa superficiale, tuttavia non bisogna farsi troppo abbindolare dai vantaggi puramente teorici ma bisogna fare i conti con le caratteristiche della propria realtà: solo, per esempio, studiando con molta attenzione il profilo della giacenza di ciascun articolo si potranno determinare le modalità di riempimento di un canale in multi-profondità e conseguentemente stabilire il rapporto tra capienza teorica e capienza reale.

Prendendo come riferimento soluzioni in multi-profondità, emblematiche parlando di alta densità, un buon progettista studierà quindi lo spazio richiesto al variare della profondità di stoccaggio, individuando quella ottimale per il caso specifico in esame: se inizialmente, infatti, all’aumentare della profondità si ridurrà il fabbisogno di superficie grazie alla riduzione degli spazi di lavoro, superato un dato valore soglia si inizierà ad ottenere il risultato opposto, perché si genereranno sempre più canali insaturi e quindi, a parità di stock da gestire, un numero maggiore di canali e quindi spazio occupato. Analisi sulla giacenza specifica e sulla classificazione ABC permetteranno per esempio di individuare profondità di stoccaggio diverse per gruppi di articoli diversi.

Tra le diverse soluzioni tradizionali troviamo:

  • Merce “Voluminosa”
    • Stoccaggio a catasta
    • Scaffalature drive-in (semplici o con shuttle semiautomatici)
    • Scaffalature a gravità
    • Scaffalature push-back
    • Scaffalature a corsie strette con carrelli trilaterali
  • Merce “Minuteria”
    • Cassettiere
    • Scaffalature a gravità
    • Scaffali mobili

Tra le soluzioni automatiche, invece, troviamo:

  • Merce “Voluminosa”
    • Scaffalature drive-in/gravità servite da LGV
    • Scaffalature a corsie strette con carrelli trilaterali serviti da LGV
    • Trasloelevatori in semplice/doppia profondità
    • Trasloelevatori in multi-profondità
  • Merce “Minuteria”
    • Magazzini verticali a cassetti traslanti
    • Magazzini rotanti orizzontali
    • Miniload
    • Multi-shuttle
    • Autostore

Alcune delle soluzioni elencate uniscono i concetti di intensità (sfruttamento di altezza e riduzione della dimensione delle corsie di lavoro) e densità (sfruttamento delle aree di stoccaggio), permettendo il raggiungimento di coefficienti di resa superficiale davvero significativi.

Identificare la migliore soluzione organizzativa e tecnologica per densificare lo stoccaggio è dunque sempre possibile, tuttavia solo buoni requisiti e un buon progetto permettono di identificare buone soluzioni: affidarsi ad un professionista imparziale e competente capace di offrire un approccio metodico su misura modellato sulle reali esigenze del Cliente senza offrire soluzioni standard, è sempre un investimento e mai un costo.

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