Intervista a Maurizio Menniti, Responsabile Marketing di GEP Informatica
In un’epoca di continua instabilità dei mercati, come cambia il ruolo dei software di pianificazione? Da dove si parte per aiutare un’azienda a prevedere l’invisibile?
La pianificazione deve aiutare l’azienda a rivedere rapidamente le proprie decisioni quando cambiano le condizioni. Un picco di ordini o un mezzo indisponibile possono rendere superato un piano costruito poche ore prima. Si parte quindi da dati attendibili sui carichi di lavoro, sulle risorse disponibili e sui vincoli di servizio. Da qui, il software deve supportare la ridefinizione delle priorità e il coordinamento tra magazzino e trasporti. Il contributo che portiamo è la conoscenza dei processi necessaria per tradurre queste informazioni in scelte operative sostenibili.
Il mercato richiede sempre più piattaforme integrate o soluzioni fortemente specializzate verticali? Qual è la vostra risposta e la vostra filosofia di prodotto?
Un software deve conoscere in profondità il lavoro che governa e dialogare con il resto dell’azienda. La logistica del fashion, per esempio, ha esigenze specifiche su varianti, resi e gestione dei capi che richiedono funzionalità dedicate. Per questo sviluppiamo SIGEP Logistics WMS, SIGEP Fashion e SIGEP Transport TMS, progettati per integrarsi con i sistemi aziendali e con gli strumenti di Business Intelligence. Dal 1987 lavoriamo su questi processi, e la nostra filosofia è unire questa profondità specialistica al coordinamento dell’intero flusso, dall’ingresso della merce alla consegna.
Qual è oggi il principale ostacolo culturale o organizzativo che riscontrate nelle aziende quando proponete un salto di qualità nella gestione dei dati di magazzino e produzione?
Il passaggio più delicato è costruire una lettura condivisa dei risultati. In un’azienda, due reparti possono calcolare la puntualità con criteri diversi e arrivare a conclusioni opposte. Prima della dashboard occorre quindi concordare che cosa misurare, come farlo e chi deve intervenire quando emerge uno scostamento. Serve anche coinvolgere chi lavora sul campo, affinché comprenda come la qualità del dato aiuti a risolvere problemi quotidiani. Il nostro approccio affianca alla tecnologia l’analisi dei processi e l’accompagnamento delle persone, perché gli indicatori entrino davvero nelle decisioni.
Oggi siamo sommersi dai dati (IoT, RFID, sensoristica). Qual è la vera sfida: raccoglierli e averli a disposizione o riuscire a trasformarli in decisioni di business in tempo reale?
La vera sfida è arrivare a una decisione utile mentre c’è ancora tempo per incidere sul risultato. Sapere che il costo medio di consegna è aumentato serve poco se non si riesce a capire su quali tratte, per quali clienti e con quale impatto sul margine. Con B-AI Semplice portiamo nella logistica e nei trasporti dashboard e KPI già strutturati, per rendere queste analisi più accessibili. L’intelligenza artificiale facilita l’interrogazione dei dati in linguaggio naturale. Il valore si misura nella capacità di individuare dove intervenire e verificare l’effetto delle azioni.
Con l’aumento dei punti di contatto connessi sul campo, quanto diventa centrale il tema della sicurezza dell’infrastruttura dati per chi fa logistica?
Con terminali di magazzino, dispositivi a bordo e sistemi di automazione connessi, la sicurezza dei dati diventa un requisito di continuità operativa. Un’indisponibilità dei sistemi può fermare ordini e spedizioni, con conseguenze immediate sul servizio al cliente. La protezione deve quindi accompagnare la progettazione dell’infrastruttura e il suo utilizzo quotidiano. Serve avere accessi coerenti con i ruoli, connessioni protette, aggiornamenti e procedure di ripristino verificate. In GEP abbiamo ottenuto la certificazione ISO 27001, che riguarda il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni. È un impegno che coinvolge processi e persone, oltre alla tecnologia.