Intervista a Matteo Canciani, Direttore Generale di Fluentis Consulting Italia
Qual è la spinta principale che sta guidando i vostri potenziali clienti verso l’automazione e l’AI, in questo momento? Si tratta di abbattere i costi o di una reale necessità di scalare?
Credo che oggi la spinta principale non sia semplicemente abbattere i costi, ma riuscire a governare una complessità che sta crescendo molto più velocemente delle organizzazioni.
Le aziende hanno sempre più dati, più processi da gestire, più adempimenti e, soprattutto, devono prendere decisioni in tempi sempre più brevi. Pensare di affrontare tutto questo facendo crescere proporzionalmente strutture e persone non è più sostenibile.
È qui che automazione e Intelligenza Artificiale diventano realmente strategiche.
L’obiettivo non è sostituire le persone, ma aumentarne la capacità operativa e decisionale, automatizzando le attività ripetitive e mettendo a disposizione informazioni e suggerimenti nel momento in cui servono.
Quindi certamente c’è un tema di efficienza e di riduzione dei costi, ma credo che la vera spinta sia un’altra: permettere alle aziende di crescere e scalare senza aumentare nella stessa proporzione la propria complessità organizzativa.
Ed è proprio questo, secondo me, il passaggio che trasforma l’AI da semplice tecnologia a vero strumento di competitività.
Il mercato delle soluzioni automatizzate è sempre più affollato. Qual è l’elemento chiave della vostra offerta che vi posiziona come partner strategico rispetto ai concorrenti?
Credo che il vero elemento distintivo sia la nostra capacità di unire tecnologia e profonda conoscenza dei processi aziendali.
Oggi l’offerta di soluzioni di automazione e Intelligenza Artificiale è enorme, ma il rischio è quello di introdurre strumenti molto evoluti che rimangono però scollegati dal contesto reale dell’impresa.
Noi partiamo da una posizione diversa: Fluentis è il cuore dei processi e del patrimonio informativo dell’azienda. Conosciamo ciò che accade nell’amministrazione, nella produzione, nella logistica, nella supply chain, nelle vendite e nel controllo di gestione.
Questo ci permette di portare automazione e AI direttamente dove nasce il valore, all’interno dei processi, facendo dialogare tecnologia, dati e persone.
Ma credo ci sia anche un secondo elemento importante: non vogliamo essere semplicemente un fornitore di tecnologia. Il nostro obiettivo è accompagnare il cliente nel tempo, comprendendo prima di tutto dove abbia realmente senso automatizzare e dove l’Intelligenza Artificiale possa produrre un beneficio concreto.
È questo che, secondo me, distingue un fornitore da un partner strategico: non proporre semplicemente più tecnologia, ma aiutare l’impresa a utilizzare quella giusta, nel processo giusto e nel momento giusto.
Il mercato richiede sempre più piattaforme integrate o soluzioni fortemente specializzate verticali? Qual è la vostra risposta e la vostra filosofia di prodotto?
Credo che oggi il mercato chieda entrambe le cose: integrazione e specializzazione. E non penso siano due esigenze in contrapposizione.
Da una parte, le aziende hanno sempre più bisogno di una piattaforma centrale capace di garantire coerenza del dato, integrazione dei processi e una visione unica dell’impresa. Dall’altra, ogni settore e spesso ogni singola azienda presenta peculiarità che richiedono competenze e soluzioni molto specifiche.
La filosofia di Fluentis nasce proprio dalla volontà di conciliare queste due esigenze.
Vogliamo che l’ERP rappresenti il digital core dell’azienda, una piattaforma completa e integrata sulla quale governare i principali processi aziendali, ma allo stesso tempo aperta e flessibile, capace di integrarsi con applicazioni verticali, sistemi produttivi, logistica, IoT e, sempre di più, servizi di Intelligenza Artificiale.
Non crediamo quindi in un ERP rigido e monolitico, né pensiamo che la risposta possa essere una frammentazione di tante soluzioni verticali che non comunicano tra loro.
La nostra visione è quella di un ecosistema applicativo integrato, nel quale Fluentis rappresenta il punto di governo del dato e dei processi e nel quale le specializzazioni verticali possono trovare spazio senza perdere coerenza e integrazione.
In sintesi, la nostra filosofia è: un’unica piattaforma per governare l’impresa, sufficientemente aperta e flessibile per rispettare le specificità di ogni business.
Oggi siamo sommersi dai dati (IoT, RFID, sensoristica). Qual è la vera sfida: raccoglierli e averli a disposizione o riuscire a trasformarli in decisioni di business in tempo reale?
Credo che oggi la vera sfida non sia più raccogliere i dati. Di dati ne abbiamo probabilmente anche troppi. La sfida è riuscire a trasformarli in informazioni utili e, soprattutto, in decisioni.
IoT, RFID e sensoristica ci permettono di conoscere in tempo reale quello che sta accadendo all’interno dell’azienda, ma il dato, preso singolarmente, ha un valore limitato. Acquista valore quando viene contestualizzato e messo in relazione con i processi aziendali.
Ed è proprio qui che vediamo un ruolo fondamentale dell’ERP.
Un dato proveniente da una macchina, da un magazzino o dalla supply chain diventa realmente utile quando può essere correlato a un ordine, a una commessa, a un cliente, a un costo, a una marginalità o a una previsione.
Il passo successivo, sul quale l’Intelligenza Artificiale avrà un ruolo determinante, è passare dalla semplice disponibilità dell’informazione alla capacità di interpretarla, anticipare ciò che potrebbe accadere e suggerire rapidamente la migliore azione possibile.
La vera evoluzione, quindi, è trasformare l’ERP da sistema che prevalentemente registra ciò che è accaduto a piattaforma che aiuta l’impresa a capire cosa sta accadendo, cosa potrebbe accadere e come agire di conseguenza.
Per me il vero valore del dato si misura proprio così: nella capacità di ridurre il tempo che separa un’informazione da una decisione.
Perché un visitatore del #GLMSummit26 dovrebbe assolutamente sedersi al vostro tavolo? Cosa siete in grado di proporre in questa delicata fase di transizione?
Credo che oggi molte aziende abbiano una certezza: sanno che devono evolvere. Il vero problema è capire come farlo, da dove partire e come integrare le nuove tecnologie senza creare ulteriore complessità.
Ed è proprio qui che credo emerga il valore distintivo di Fluentis.
Noi non partiamo dall’Intelligenza Artificiale, dall’IoT o dall’ultima tecnologia disponibile. Partiamo dall’ERP, quindi dal cuore operativo dell’impresa, dai suoi processi e soprattutto dai suoi dati.
Fluentis è una piattaforma ERP completa, integrata ma allo stesso tempo estremamente aperta e flessibile. Questo ci permette di costruire attorno all’azienda un ecosistema nel quale processi gestionali, produzione, logistica, dati provenienti dal campo, automazione e Intelligenza Artificiale possano realmente dialogare.
Ed è un aspetto fondamentale: perché l’AI senza conoscenza del processo e senza accesso a un dato strutturato rischia di rimanere semplicemente tecnologia. Quando invece entra nel cuore dei processi aziendali può diventare uno strumento concreto di produttività, previsione e supporto alle decisioni.
Al tavolo Fluentis, quindi, non vogliamo semplicemente mostrare cosa sa fare il nostro software. Vogliamo capire come funziona la vostra azienda, dove volete portarla e quali ostacoli oggi vi impediscono di arrivarci.
Da lì possiamo mettere insieme la nostra conoscenza dei processi, la nostra tecnologia e l’esperienza maturata nei progetti ERP per costruire un percorso di evoluzione sostenibile.
Credo sia questo il motivo per sedersi al nostro tavolo: Fluentis non propone semplicemente una tecnologia da aggiungere all’azienda. Propone una piattaforma sulla quale costruire l’azienda di domani.